Autech

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Il lavoro delle imprese è in continua evoluzione per effetto della diffusione di trend appartenenti alla quarta rivoluzione industriale: Digital Manufacturing, E-commerce, Internet of Things, ricerca e brevetti, visori immersivi, big data, sharing economy trasformano gli scenari imprenditoriali. Questi trend costringono le imprese ad un processo di continuo aggiornamento per non restare fuori dal mercato. In questa trasformazione digitale sono facilitate le grandi imprese, capaci di investire quantità maggiori di risorse economiche, ma non devono mancare anche le piccole e medie imprese, le quali rappresentano la maggior parte del sistema produttivo mondiale, che possono essere protagoniste di storie di successo.

Un esempio è dato dalla start up Autech, costituita nel 2016 da Andrea Fabbri, che da libero professionista nel settore dell’automazione industriale decide di fare un passo in avanti, di non fermarsi alle sole richieste dei propri clienti. Vuole specializzarsi ed inizia a osservare : intravede caratteristiche comuni nelle esigenze del mercato nel settore dell’automazione industriale, notando come le aziende continuino incessantemente ad appoggiarsi a risorse esterne per sviluppare il software di governo delle macchine a controllo numerico e di interfaccia uomo/macchina. L’idea di sviluppare un software di base per tutte le esigenze dei clienti è quasi automatica: vuole rendere disponibili dei pacchetti software di base per tutte le macchine, in modo da permettere ai costruttori di macchine di sviluppare le loro personalizzazioni, ed integrare il proprio know-how, su una base sofware già consolidata e pronta all’uso, evitando quindi di spendere anni si sviluppo nel rincorrere ciò che altri concorrenti hanno già sviluppato, riducendo notevolmente il time-to-market.

La nascita della start up Autech, quindi, è stata una effetto della crescente domanda dell’industria, creando un servizio per un mercato che esigeva ma che soddisfaceva troppo lentamente le diverse richieste. All’inizio il lavoro per Fabbri è stato complicato perché si ritrova a dover gestire tutte le necessità di mercato da solo, fino a quando ha conosciuto l’Ing. Giovanni Gemmani ed il progettista software PLC Michele Capelloni, che diventano suoi fidati collaboratori. Con la nuova squadra, Autech implementa le nuove funzionalità e le matura sul campo, completando quel gap che non permetteva di soddisfare tutti i settori del progetto iniziale.

La richiesta del software Autech cresce in poco tempo e a dismisura, senza la necessità di effettuare un investimento commerciale importante; il passaparola nel settore, e l’esposizione alle fiere dei macchinari governati dai software Autech da parte dei suoi clienti, gli permette di espandersi ed avere clienti in tutta Italia, tanto da poter inserire in organico altri esperti del settore in soli pochi mesi.

La peculiarità della start up è nella ricchezza della consulenza offerta, che non si limita ad un solo settore, ma comprende PLC, HMI (interfaccia uomo-macchina), CAD/CAM (software di progettazione) e simulazione virtuale. Soddisfare ogni tipo di richiesta, inoltre, ha permesso ad Autech di effettuare partnership  strategiche anche con fornitori di hardware del settore, che promuovono a seguire proprio il software della start up.

Autech nel 2017 ha duplicato il suo fatturato dopo poco più di un anno di vita e, spinti dalle esigenze  dell’Industria 4.0, prevedono una richiesta sempre più in crescita nei prossimi anni con conseguente incremento delle entrate.

Autech  si è prefissata di sviluppare entro il 2019 anche i moduli software per IOT (Internet of Things), adatta all’industria 4.0, con la volontà di realizzare un software in cui in le macchine possano dialogare fra loro ed, in futuro, essere governate direttamente da I.A. (Intelligenze Artificiali), senza l’intervento dell’uomo. “I nostri software devono essere pronti per sostenere l’intelletto artificiale -sostiene Fabbri-, con la possibilità di eliminare completamente l’uso della risorsa umana, limitando anche gli errori che l’intervento umano spesso comporta”.

La start up offre un quadro descrittivo del percorso di trasformazione delle imprese; un impiego sempre più pervasivo di dati, informazioni, tecnologie computazionali, analisi dei dati, nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi (internet of things and machine learning): la quarta rivoluzione industriale.