L'intervista di Marco Cavicchioli a Sergio Mottola : "San Marino hub mondiale della blockchain"

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Recentemente la Repubblica di San Marino ha creato una joint venture con la società estone Polybius, tramite San Marino Innovation, l’Istituto per l’Innovazione della Repubblica.

L’accordo prevede l’incorporazione di una nuova società ai sensi della legge sammarinese finalizzata allo sviluppo di un intero “ecosistema blockchain“.

San Marino Innovation è un organo istituzionale posseduto al 100% dalla Eccellentissima Camera della Repubblica di San Marino, quindi si tratta di una società che rappresenta lo Stato, e la sua funzione è quella di guidare la strategia di innovazione a lungo termine e la definizione delle politiche in materia di innovazione.

L’obiettivo è quello di creare una forte economia digitale con la partecipazione di tutti gli attori, ma la regia è pubblica.

Il Presidente di San Marino Innovation Sergio Mottola, intervistato da noi,  dichiara che la join venture funzionerà da abilitatore per attrarre aziende che vogliano sviluppare applicazioni basate su blockchain per innovare il mercato.

“Stiamo creando la base minima indispensabile per attrarre aziende: regole del gioco chiare ed uno strumento di adeguata verifica che garantisca l’integrità e la trasparenza dell’ecosistema“.

Secondo Mottola a breve ci dovrebbe essere una prima stesura di un quadro legislativo onnicomprensivo per il settore della blockchain a San Marino, grazie alla “forte volontà della Repubblica di diventare un partner legislativo affidabile e proattivo per il settore”.

Questa iniziativa in realtà potrebbe in qualche modo aiutare anche eventuali iniziative italiane, perché San Marino Innovation sta attivando un dialogo diretto con innovatori di tutto il mondo, “offrendo loro un ambiente in cui le imprese basate sull’economia digitale possano prosperare. Tutto questo a San Marino“.

L’obiettivo esplicito è quello di fare di San Marino un hub mondiale in questo settore.

Alla domanda riguardo un’ipotetica emissione di una criptovaluta di Stato sanmarinese Mottola ha risposto:

“Assolutamente no, crediamo che San Marino sia in una posizione ideale per diventare un innovatore con questo tipo di tecnologia ma emettere una propria criptovaluta non è la chiave di svolta. Non siamo interessati a politiche a breve termine o opportunistiche per trarre vantaggio dalle speculazioni attuali sul mondo delle criptovalute. Piuttosto, siamo affascinati dalla rivoluzione implicita in questa tecnologia: la “blockchain“, che prevediamo possa avere un impatto sull’economia globale superiore a quello di Internet“.

Pertanto si può dire che San Marino da questo punto sembra proprio voler “fare sul serio”: se gli obiettivi verranno rispettati, anche all’interno del territorio sanmarinese (che è letteralmente circondato dall’Italia) potrebbe nascere un distretto tecnologico dedicato agli sviluppi di questa nuova affascinante tecnologia. Con l’appoggio della Repubblica di San Marino stessa. 

In altre parole: dove l’Italia sembra non arrivare, potrebbe arrivare San Marino.

Intervista di Marco Cavicchioli

SUORCE: The Cryptonomist

Linda Zavoli