SMI e Olitec un incontro per sovranità digitale, alta tecnologia e sicurezza strategica

La visita del Presidente Gian Angelo Geminiani, del Direttore Francesco Tabarini e del responsabile legal Lorenzo Borsari conferma una nuova fase di collaborazione istituzionale tra San Marino Innovation e la Fondazione. Al centro: sovranità digitale, cyber intelligence, alta tecnologia, rapporto strategico con l’Italia e percorso europeo della Repubblica di San Marino.

La visita del Presidente di San Marino Innovation, Gian Angelo Geminiani, del Direttore Francesco Tabarini, del responsabile legal Lorenzo Borsari e dello staff giuridico dell’Istituto presso la Fondazione rappresenta un passaggio di forte valore istituzionale e strategico. Non si tratta soltanto di un incontro di cortesia, ma di un momento destinato a sancire il rafforzamento di una cooperazione che guarda al futuro della Repubblica di San Marino nei settori più decisivi per la sua autonomia, la sua sicurezza e il suo posizionamento internazionale: sovranità digitale, alta tecnologia, cyber intelligence, innovazione normativa, tutela dei dati, rapporto con l’Italia e progressivo avvicinamento all’Unione europea.

San Marino Innovation, formalmente Istituto per l’Innovazione della Repubblica di San Marino, è il soggetto chiamato a promuovere, realizzare, gestire e sviluppare l’ecosistema dell’innovazione tecnologica e della ricerca della Repubblica. Lo statuto dell’Istituto, approvato dal Consiglio Grande e Generale, individua tra le sue finalità la crescita economica, la creazione di eccellenze tecnologiche, la promozione di una nuova cultura imprenditoriale e il rafforzamento della competitività di San Marino anche in sinergia con i territori limitrofi della Repubblica italiana. (sanmarinoinnovation.com)

In questa cornice, la presenza del Presidente Geminiani, del Direttore Tabarini e dell’area legal guidata da Borsari assume un significato preciso: la trasformazione digitale di un Paese non può essere affidata soltanto alla tecnologia, ma deve poggiare su una visione istituzionale, su competenze giuridiche solide e su una capacità di selezionare partner affidabili. Lorenzo Borsari è indicato nel team operativo di San Marino Innovation con funzione legal, confermando l’importanza di un presidio giuridico interno nei processi di innovazione, certificazione, contrattualistica, compliance e protezione degli interessi pubblici. (sanmarinoinnovation.com)

Un ulteriore elemento di rilievo è la presenza, tra i membri onorari del Comitato Tecnico/Scientifico di San Marino Innovation, di Massimiliano Nicolini, espressione della Fondazione e figura attiva sui temi dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie immersive, della bioinformatica e dell’innovazione umanocentrica. La pagina ufficiale di San Marino Innovation lo riporta tra i membri onorari del Comitato Tecnico, mentre la Fondazione ha presentato la sua nomina come un ponte tra tecnologia, etica e futuro europeo. (sanmarinoinnovation.com)

La cooperazione tra San Marino Innovation e la Fondazione si colloca dunque in una prospettiva più ampia: contribuire a costruire un modello sammarinese di innovazione responsabile, nel quale la tecnologia non sia subita, importata passivamente o dominata da interessi esterni, ma governata secondo i valori, le leggi e gli obiettivi strategici della Repubblica.

Uno dei punti centrali dell’incontro è la sovranità digitale. Per San Marino, sovranità digitale significa capacità di decidere dove risiedono i dati, chi gestisce le infrastrutture critiche, quali standard di sicurezza vengono adottati, quali tecnologie entrano nel sistema pubblico e privato, quali imprese possono operare in settori sensibili e con quali garanzie. Non è un tema astratto: per un piccolo Stato indipendente, posto nel cuore dell’Italia e nel cuore dell’Europa, il controllo delle infrastrutture digitali è ormai parte integrante della sovranità nazionale.

L’Agenda Digitale Sammarinese rappresenta già il piano di sviluppo digitale della Repubblica e viene descritta da San Marino Innovation come la strategia nazionale per gli interventi strutturali di innovazione tecnologica, con l’obiettivo di sostenere la crescita socio-economica del Paese. L’Istituto ha inoltre il compito di studiare e realizzare strategie di innovazione per la Pubblica Amministrazione, raccogliere progetti orientati allo sviluppo dell’Agenda Digitale e proporre al Congresso di Stato il piano di sviluppo digitale. (sanmarinoinnovation.com)

Questo significa che San Marino Innovation non è semplicemente un facilitatore di startup o un soggetto promozionale. È, nella sostanza, uno strumento strategico dello Stato sammarinese per indirizzare l’innovazione, valutarne l’impatto, attrarre imprese ad alto contenuto tecnologico, sviluppare competenze e proteggere l’interesse nazionale in una fase storica in cui la competizione tra Stati passa sempre più attraverso dati, algoritmi, cloud, reti, identità digitali, piattaforme e capacità di cyber difesa.

La visita alla Fondazione conferma anche l’avvio di una vera e propria missione della Fondazione a beneficio della Repubblica di San Marino. Tale missione può tradursi in un programma operativo di accompagnamento su diversi fronti: analisi dei fabbisogni tecnologici del Paese, supporto alla definizione di strategie di cyber intelligence, collaborazione scientifica, formazione di competenze specialistiche, valutazione dei rischi connessi alle tecnologie emergenti, sostegno alla governance dell’intelligenza artificiale e costruzione di modelli di innovazione coerenti con i valori democratici ed europei.

La dimensione della cyber intelligence è particolarmente delicata. Oggi la sicurezza di uno Stato non dipende più soltanto dalla protezione fisica dei confini, ma anche dalla capacità di prevenire attacchi informatici, individuare minacce ibride, proteggere archivi pubblici, sistemi bancari, infrastrutture sanitarie, reti amministrative, imprese strategiche e comunicazioni istituzionali. L’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, ENISA, ha analizzato 4.875 incidenti nel periodo luglio 2024-giugno 2025 nel proprio Threat Landscape 2025, segnalando un ambiente di minaccia sempre più complesso e rilevante per pubbliche amministrazioni, imprese e infrastrutture. (enisa.europa.eu)

Per San Marino, questa analisi europea ha una conseguenza immediata: la Repubblica non può permettersi di essere un territorio tecnologicamente esposto, né di diventare un mercato facilmente penetrabile da soggetti esterni portatori di interessi non coerenti con i suoi principi istituzionali. La posizione geografica del Paese, completamente circondato dall’Italia, è un vantaggio enorme in termini di cooperazione, ma impone anche una responsabilità: San Marino deve dotarsi di capacità autonome di valutazione, controllo e selezione delle tecnologie che entrano nel proprio ecosistema.

Il punto non è chiudersi al mondo. Al contrario, la vocazione di San Marino deve essere quella di aprirsi ai migliori partner internazionali, ma con criteri chiari: trasparenza, rispetto dello Stato di diritto, tutela dei dati personali, conformità agli standard europei, tracciabilità delle filiere tecnologiche, sicurezza delle supply chain, controllo dei fornitori critici, protezione delle infrastrutture pubbliche e coerenza con i valori della Repubblica. In questo senso, evitare che San Marino diventi una “terra di conquista” significa costruire una politica tecnologica matura, non difensiva ma selettiva, capace di attrarre qualità e respingere opacità.

Il rafforzamento della cooperazione con l’Italia è, da questo punto di vista, fondamentale. San Marino vive una relazione naturale, storica, economica e infrastrutturale con il sistema italiano. La collaborazione con soggetti italiani qualificati consente alla Repubblica di rafforzare il proprio perimetro di sicurezza, accedere a competenze avanzate, dialogare con università, centri di ricerca, imprese tecnologiche, organismi di certificazione e istituzioni che condividono un orizzonte democratico ed europeo. La cooperazione con l’Italia non riduce la sovranità sammarinese: la rafforza, perché permette alla Repubblica di esercitare le proprie scelte con maggiore consapevolezza tecnica e con maggiore capacità negoziale.

Questa prospettiva è ancora più importante nel quadro del percorso di avvicinamento all’Unione europea. Il Ministero degli Esteri sammarinese ricorda che l’Accordo di Associazione con l’UE non equivale a un’adesione piena, ma disciplina la partecipazione di uno Stato terzo ad alcune attività dell’Unione; il Paese associato non diventa membro dell’UE, non ottiene rappresentanza politica, ma acquisisce un potere consultivo e deve recepire parti dell’acquis europeo. (esteri.sm) Il Parlamento europeo, attraverso il proprio servizio studi, ha evidenziato che i rapporti con San Marino rientrano in una più ampia cooperazione tra l’Unione e i micro-Stati europei, fondata su prossimità storica, affinità politiche e interesse reciproco ad approfondire il dialogo. (Parlamento Europeo)

Il percorso europeo rende ancora più positiva e strategica l’attività di San Marino Innovation e della Fondazione. L’avvicinamento al mercato unico richiede infatti standard più elevati, procedure più solide, capacità amministrative più avanzate e un sistema economico in grado di competere senza perdere identità. Un documento del Consiglio dell’Unione europea sull’Accordo di Associazione prevede la partecipazione di Andorra e San Marino al mercato interno dell’Unione e richiama anche ambiti di cooperazione come ricerca, sviluppo tecnologico, istruzione, formazione, ambiente, protezione dei consumatori, cultura e politiche regionali.

In questo scenario, alta tecnologia e diritto devono procedere insieme. La Repubblica ha bisogno di esperti in intelligenza artificiale, cybersecurity, cloud, blockchain, identità digitale, analisi dei dati, sistemi immersivi, bioinformatica e automazione, ma ha bisogno anche di giuristi capaci di tradurre queste innovazioni in regole, contratti, autorizzazioni, standard, controlli e garanzie. La presenza dello staff legal di San Marino Innovation alla visita presso la Fondazione è quindi un segnale molto importante: l’innovazione sammarinese deve essere veloce, ma non improvvisata; aperta, ma non vulnerabile; competitiva, ma non priva di presidio pubblico.

San Marino Innovation ha già sviluppato un ruolo rilevante nella regolazione delle tecnologie emergenti. Sul fronte blockchain e DLT, l’Istituto ha reso noto il Regolamento Registro degli Operatori DLT 001/2024, collegato alla disciplina delle tecnologie basate su registri distribuiti, in vigore dal 2 ottobre 2024. (sanmarinoinnovation.com) Questo dimostra che la Repubblica non parte da zero: dispone già di strumenti normativi e amministrativi che possono essere ulteriormente rafforzati attraverso competenze specialistiche, cooperazione internazionale e un raccordo più stretto con l’Italia e con gli standard europei.

La necessità di supporto in alta tecnologia nasce proprio da qui. San Marino ha dimensioni territoriali ridotte, ma una sovranità piena, una storia istituzionale antichissima e una posizione geopolitica delicata. Un Paese piccolo può essere estremamente attrattivo per imprese, capitali e sperimentazioni tecnologiche, ma può anche diventare vulnerabile se non dispone di strumenti adeguati per distinguere l’innovazione autentica da operazioni speculative, interessi opachi o dipendenze tecnologiche non desiderabili. La sfida è creare un ecosistema che attragga imprese serie, talenti qualificati e progetti realmente innovativi, impedendo al tempo stesso che infrastrutture, dati, piattaforme e settori sensibili finiscano sotto influenza di soggetti non allineati con i valori della Repubblica.

La cooperazione con la Fondazione, anche grazie al ruolo di Massimiliano Nicolini come membro onorario del Comitato Tecnico/Scientifico, può offrire a San Marino un contributo prezioso: portare nel Paese una visione tecnologica umanocentrica, orientata alla persona, alla formazione, alla ricerca applicata e alla protezione della sovranità digitale. L’obiettivo non è trasformare San Marino in una semplice vetrina dell’innovazione, ma in un laboratorio istituzionale avanzato, capace di sperimentare modelli regolatori, standard di sicurezza e progetti di alta tecnologia utili al benessere dei cittadini e alla competitività del sistema economico.

In questo quadro, la cyber intelligence deve essere intesa come capacità preventiva e non soltanto reattiva. Significa monitorare scenari di rischio, analizzare minacce, proteggere filiere tecnologiche, valutare affidabilità dei fornitori, prevenire intrusioni, costruire piani di continuità operativa e formare una classe dirigente capace di comprendere le implicazioni strategiche del digitale. La direttiva europea NIS2, pur riferita agli Stati membri dell’UE, mostra chiaramente la direzione degli standard europei: un quadro comune di sicurezza informatica, strategie nazionali, protezione dei settori critici e cooperazione transfrontaliera. (Strategia Digitale Europea) Anche per San Marino, che guarda con crescente intensità al mercato unico, l’allineamento culturale e tecnico a questi principi è un passaggio necessario.

La visita del Presidente Geminiani, del Direttore Tabarini, di Lorenzo Borsari e dello staff legal alla Fondazione va quindi letta come un momento di consolidamento di una strategia nazionale. San Marino non può limitarsi ad accogliere tecnologia: deve governarla. Non può limitarsi ad attrarre imprese: deve selezionare quelle coerenti con il proprio interesse pubblico. Non può limitarsi a recepire standard europei: deve prepararli, comprenderli e adattarli alla propria scala istituzionale. Non può limitarsi a difendere la propria sovranità sul piano formale: deve difenderla anche sul piano digitale, infrastrutturale, cognitivo e informativo.

Per queste ragioni, l’attività congiunta tra San Marino Innovation e la Fondazione è altamente positiva per la Repubblica. È positiva perché rafforza il presidio tecnologico del Paese. È positiva perché valorizza il dialogo con l’Italia. È positiva perché accompagna il percorso europeo con competenze concrete. È positiva perché collega innovazione, diritto e sicurezza. È positiva perché permette a San Marino di presentarsi non come periferia tecnologica, ma come piccolo Stato sovrano capace di proporre un modello avanzato, agile e responsabile.

La Repubblica di San Marino ha oggi l’opportunità di diventare un laboratorio europeo di alta tecnologia regolata, etica e sicura. La visita presso la Fondazione, l’avvio della missione, il coinvolgimento del vertice di San Marino Innovation, la presenza del legal team e il contributo del Comitato Tecnico/Scientifico indicano una direzione precisa: costruire un ecosistema digitale che protegga la sovranità della Repubblica, rafforzi il legame strategico con l’Italia, dialoghi con l’Unione europea e impedisca che il Paese venga esposto a interessi contrari alla sua storia, ai suoi valori e alla sua indipendenza.

Source: OLITECH

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