WorldConnex

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La storia di successo della start up WorldConnex parla di sensibilità umana che si lega alla tecnologia più avanzata, con la volontà di fornire servizi di base utili nelle parti più nascoste e dimenticate del pianeta. Perché quello che Matteo Botteghi, giovane ricercatore scientifico del Centro di Fisica Medica (UniBO) e del gruppo di Patologia Sperimentale (UNIVPM), si trova di fronte nel 2011 durante la sua prima missione sanitaria in Africa presso l’ospedale Bugando Medical Centre di Mwanza in Tanzania, ha dell’inverosimile.

Il Bugando serve una popolazione di 15 milioni di persone e non ci sono le condizioni per poter gestire al meglio il nascente Dipartimento di Oncologia anche a causa della mancanza degli strumenti per comunicare con gli staff sanitari all’estero. Qualsiasi genere di telecomunicazione, anche basilare come una telefonata, è ingestibile a causa della scarsa qualità delle connessioni e gli operatori locali sono impossibilitati a trasmettere le informazioni base all’IRST, l’istituto oncologico gemellato in Italia.

La situazione prende una nuova piega quando, in quello stesso viaggio, Botteghi installa un apparato per telefonia VoIP, connesso via Internet al servizio telefonico di cui è il responsabile in Italia, consentendo di telefonare in HD a costo zero. E’ una svolta per il sistema sanitario nel dipartimento oncologico di Mwanza: comunicazioni più facili e diagnosi più veloci, con un servizio impiegato per la prima volta sulla connessione Internet tanzaniana.

Nasce così il primo nucleo del progetto WaidX®, una piattaforma general-purpose di telemedicina a forte carattere innovativo, orientata alla riduzione del divario tecnologico e di conoscenza in campo sanitario e scientifico. In ogni step di sviluppo il progetto è stato implementato con particolare attenzione al suo impatto sulle attività di medici clinici e ricercatori.

Il progetto pilota prosegue fino al 2015, anno in cui viene lanciato ufficialmente con una conferenza tenutasi proprio a Mwanza. Dopo un anno investito per sviluppare la rete di rapporti personali, Botteghi e il suo collaboratore Alessandro Paradiso decidono di fondare la start up WorldConnex per sviluppare WaidX® e portarlo sul mercato.

Nel corso del 2017 WaidX® si afferma con applicazioni in diverse parti del mondo e la start up WorldConnex confluisce nell’Incubatore Techno Science Park San Marino Italia. Botteghi e il suo staff mettono in campo tre importanti progetti pilota: un sistema di telepatologia per la sanità pubblica del Djibouti, un progetto di informatizzazione e telemedicina per un nuovo ospedale da 200 posti letto in Etiopia, ed un terzo progetto che mira ad affrontare una importante sfida per la TeleRadioterapia coinvolgendo il Presbyterian Hospital di New York e il Centro Nazionale di Oncologia in Armenia.

Botteghi però ritiene che tutto questo rappresenti solo l’inizio e ha già pronto il prossimo obbiettivo per WaidX®: lo sviluppo di un protocollo di remotizzazione per il processo di treatment planning in Radioterapia.

StartupsAlfredo Violante